Se una notte d’inverno un viaggiatore cantasse, scrivesse, parlasse d’amore

Ci risiamo, Fleetwood Mac in sottofondo con “Every day I have the blues”, io che vorrei scrivere ma non riesco a concentrarmi perché il pezzo è troppo bello … e buonanotte!

Scherzi a parte, qualche giorno fa per me si è concluso un periodo importantissimo, durato tre anni, da cui è nata una canzone del mio ultimo album. Già intuivo che i fatti si sarebbero svolti in questo modo, ma mai avrei immaginato che alla fine del “periodo” ne avrei davvero avuto la conferma. Credevo che fosse solo una mia supposizione, un artefatto, una giustificazione della mia pigrizia da Lettore. E invece il caro Calvino mi ha stupito ancora una volta, come solo lui è in grado di fare (uso il presente perché non credo nella morte, soprattutto in questi casi).

Se una notte d’inverno un viaggiatore è un libro in cui si evidenziano maestria, fantasia, genialità, tutte all’ennesima potenza. Calvino è un fiume in piena, costruisce storie su storie che si interrompono bruscamente, ma che non fanno passare la voglia di leggere e di continuare a scoprire pagine su pagine, costrutti su costrutti. E’ un libro molto musicale e armonico secondo me.

Tutto questo per dirvi che mi ci sono voluti tre anni per finirlo. Il motivo? Eccovelo spiegato direttamente dal buon Italo:

Lo sguardo del lettore di fronte a te, anziché posarsi sul libro aperto tra le mani, vaga in aria. Non sono occhi distratti, però, i suoi: una fissità intensa accompagna i movimenti delle iridi azzurre. Ogni tanto i vostri sguardi s’incontrano. A un certo punto ti rivolge la parola, o meglio, parla come nel vuoto, pur rivolgendosi certamente a te:
– Non si meravigli se mi vede sempre vagare con gli occhi. In effetti questo è il mio modo di leggere, ed è solo così che la lettura mi riesce fruttuosa. Se un libro m’interessa veramente, non riesco a seguirlo per più di poche righe senza che la mia mente, captato un pensiero che il testo le propone, o un sentimento, o un interrogativo, o un’immagine, non parta per la tangente e rimbalzi di pensiero in pensiero, d’immagine in immagine, in un itinerario di ragionamenti e fantasie che sento il bisogno di percorrere fino in fondo, allontanandomi dal libro fino a perderlo di vista. Lo stimolo della lettura mi è indispensabile, e d’una lettura sostanziosa, anche se d’ogni libro non riesco a leggere che poche pagine. Ma già quelle poche pagine racchiudono per me interi universi, cui non riesco a dar fondo.

La canzone di cui invece vi parlavo prima l’ho scritta dopo aver letto i primi cinque capitoli del libro. Nella sua struttura si avverte molto la perenne incertezza data dal romanzo, così come la sicurezza finale che non vi rivelerò, ma che è contenuta nel ritornello.

Ecco a voi Se una notte se una sera.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s