La notte, Chiara

Stanotte ho camminato più piano
per poterti pensare un po’ più a lungo.
Ho toccato il muschio soffice
osservando le foglie umide.

Ho assaggiato il freddo e la notte, Chiara
mentre i pini giocavano con le stelle.
Potevo morire di gioia
sei rimasta attaccata alla mia pelle.

E non mi fido di te, sarei un folle.
E non mi fido di me, sarei uno stupido.

Se il mistero che ho visto è più limpido e intenso del freddo che insiste.

Di ritorno a casa ho aperto un cassetto
il tuo orecchino azzurro l’ho attaccato al petto
l’ho guardato un momento, s’è fermato il tempo
a quella volta in auto al riparo dal vento.

Le luci sfumate, le parole aggrappate
ad ombre e pensieri, per capire cos’eri
Istanti abbaglianti, strani, puri e distanti
mi manchi adesso, sarà sempre lo stesso.

Se il mistero che ho visto è più limpido e intenso del freddo che insiste.
Sei il mistero che ho visto più limpido e intenso ma il freddo insiste.

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